Ruota panoramica

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Il mestiere del musicista è davvero curioso, a volte è bello pensarlo come un’enorme ruota panoramica. Tutto parte da un’intuizione, da una voce impercettibile che ti frulla per la testa. Se riesci ad ascoltare questa voce e a farla risuonare, allora stai scrivendo una canzone. Poi arriva sempre la parte in cui devi trovare il modo migliore per, in qualche modo, “vestire” la canzone e cercare di racchiudere la sua essenza in una specie di scatola: è un po’ questo quello che avviene in uno studio di registrazione. Aprire la scatola e condividerla con voi è l’obiettivo finale.

Abbiamo finito il percorso del nostro ultimo disco “Manifesto Tropicale” dopo un tour intenso, pieno di palchi, gente, crescita, viaggi e sorprese impensabili. Quando ci si trova in quella situazione l’adrenalina è davvero tanta, è all’apice. È appunto simile alla sensazione di ritrovarsi a vedere il mondo dall’alto di una ruota panoramica. La vertigine fa parte di questa sensazione di grandezza, dove senti di potere fare qualsiasi cosa, come se tutto il mondo fosse lì, tutto davanti ai tuoi occhi, più piccolo, più “afferrabile”.

Una volta che raggiungi il punto più alto della ruota però, inizia inevitabilmente la discesa, graduale, riflessiva e nostalgica. In quel momento ti mancano da impazzire le ore passate in furgone, gli Autogrill con i panini preriscaldati e i giocattoli un po’ inutili dei cestoni, la stanchezza fisica e mentale che ti fa ridere anche per la più infima cazzata. Ti manca la gente, il casino di tutte quelle voci, la curiosità di tutte quelle orecchie che sono venute sotto il palco solo per sentire da vicino quella musica che li ha colpiti prima in modo virtuale, attraverso i fili di quelle vecchie cuffie ormai consumate. Centinaia di gambe si sono alzate, hanno preso la macchina e hanno corso sotto il palco solo per avere la conferma che quella musica esiste davvero, respira, è reale davanti agli occhi di tutti.

Ogni volta che un tour finisce e si torna a casa, sembra che sia finita la festa più grande delle nostre vite. Da quel momento in poi inizia la metà bassa della ruota, nella quale inizi a enucleare nuovi sogni, a vivere nuove cose, ad avere nuove idee e finalmente a scrivere cose nuove. Abbiamo iniziato a scrivere e a registrare nuova musica ormai da qualche mese, quindi diciamo che adesso la ruota panoramica inizia a portarci di nuovo su piano piano.

Al contrario del momento della discesa, qua la nostalgia dà spazio all’euforia e alla voglia pazza di condividere tutto questo con il mondo, o meglio, con voi. Abbiamo un sacco di cose da raccontarvi, ci vediamo in cima!

Ramiro